Paggena:Opere edite ed inedite di Luigi Coppola.djvu/48

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Sf* al |rfivm»ggiof al teatro, in Mocietii
I<# vo/Io, ft mo* d* esempio, una fanciulla.
Modello di modestia e di beltà,
L**sto un pensiero nel cervel mi frulla,
Lo sto un palpito sento in fondo al core,
E r uno e l’altro si traduco: amore *.
10 la seguo col guardo, e»’è in istrada,
La seguo anche coi piè fino al portone;
E pria che dallo stesso io me ne vada.
Alla finestra guardo ed at baiarne;
E se affacciar la vedo, in fede mia,
Pel piacer vado quasi in frenesia !
ll dì seguente un bigliettin df amore
Le mando, già si sa, per la fantesca :
« T’amo, le scrivo, quanto amar può un core,
« E farti mia vo* appen che mi riesca.
« Mf ami anche tu 1 non metto il nome mio
« Per timor di papà... rispondi... addio!!..
Passan due giorni, tre, ne passa un solo,
A seconda le varie circostanze,
E la risposta nunzia di consueto,
Di goadio apportatrice e di speranze,
Vien finalmente, ed in aprirla gli occhi
S’offiiscan, quasi tremano i ginocchi!
Ecco ciò che si legge: « Mio Signore,
« Sento con gioja quel che mi scrivete;
« Son pronta a ricambiare il vostro amore,

  • Ma quale impiego, che fortuna avete?

« Bel vostro affetto datemi una mostra* • •
« Parlate con papà!»* son tutta vostra*. •