Paggena:Teatro - Ernesto Murolo.djvu/97

'A Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Chesta paggena nun è stata leggiuta
87
Signorine

IMMACOLATINA No. me lo prendo io.

IDA

No; me lo prendo io. (Un silenzio).

IMMACOLATINA si avvicina a Ida , le toglie il pettine di mano e con crescente tenerezza le riavvia i capelli. Ida lascia fare. Ad un punto si volta: le due sorelle si guardano e si baciano. Dalla campagna rivengono le voci festose dei vendemmiatori ed il ritornello rivive nel vespero d* oro.

IL CORO

Viene, vie

Arape ’o mantesino, oi nè...

Na pigna d' uva a me e nu vasillo a tte...

AMALIA con apparente calma.

Io, mò, se non fossi la vedova di chi si è chiamato: Gaspare Benvenuto, m' uscirebbero dalla bocca certi chiacconi COSÌ come a bbasso Porto. (Stira nervosamente un piccolo tovagliuolo sulla credenza). Con quell educazione a* vuta dalla buon' anima. Non se ne mettono scorno I Jate, jàf jatev* a mmettere na pezza qualunque addosso, ca adesso viene gente. Sempre così tutte le mie

fistività 1 (Le due fanciulle s'avviano verso destra. Immacolatina accomodando i riccioli sulla nuca di Ida).

SCENA 3.a

Amalia, Rosaria, Carmela, indi Alberto Spina.

CARMELA dal fondo.

Trase, Rusà, trase (Ad Amalia) £ ce stanno pure ’e

frutte p’ ’a culazione ’e dimane.