Paggena:Monsignor Perrelli.djvu/31

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atto secondo

d’’e diece pezze \ (ripigliandosi) del (urto fatto a Monsignore. Lo sapete?

Beatrice No! non lo so.

SCENA III.

Giulia e detti,

Giulia (da dentro) — Che d’ è stu furto?

Carlo — Prima d’ogni altro, tanti augurii per la vostra nascita, e per il vostro trentacinquesimo compleanno.

Giulia — i burlati vanno pure in paradiso 1

Carlo — Vuie accussi m’avete detto, ripeto le vostre parole.

Aurelio — Accogliete anche i miei augurii più sinceri signora baronessa.

Giulia — Grazie I grazie! Dunque quale è il furto che avete dotto!

Carlo — Un furto che hanno fatto nella sagrestia della chiesa di Monsignore... si hanno rubato un cassettino con 500 ducati dentro. Aiere fuie chiammete e presse e presse e dovetti accorrere per assistere l’ispettore di Pulizia.

Giulia — M’immagino Monsignore comme starni!

Aurelio Anzi sta allegro, pazzariello 1 Dice che i ladri debbono andare da lui. perchè isso tene ’a chiave d’’o casciettino, si no nun ponno apri.

Giulia — Davvero, arriva a questo?

Carlo - E chesto che d’ è? niente! Chillo è rubato da tutte quante, si mette a firmà carte senza avvisarmi prima. Fa un sacco de guaio isso sule,

Giulia — E voi, come suo avvocato, non gli avvisate niente!

Carlo — Nce ’o dico, ma nun se ne incarica. Si crede un uomo dotto, superiore a tutti e che non ha bisogno di consigli.

Giulia — Se stasera viene gli voglio parla io di questo. D. Aurè sapete se viene.

Aurelio —E chi lo sa? Fa cento pensate al minuto. Però à molta puura dei crepuscoli.

Carlo tridendo) — Se capisce! ChiUe avette na scurriatate ncoppa ’a inano, che so l’arricorda ancora. Me dicette Giacumino, che pe nun ’o fa asci a sera l’aveva cumbinato chisto servizio.

Giulia — Perciò disse che i crepuscoli erano seganti.

Carlo — E ’«> scurriate l’avetto segù tutte ’e dete.

Beatrice — Vedite che ciuccio.

Aurelio — E che ne sapete, bisognerebbe leggere un poco l’epistolario di Monsignore.

Carlo — Perchè, fra le altre cose, è grafomane.

Giulia — Insomma è un vero capo d’opera.

Carlo — E voi altre signore ve uce spassate 1

Giulia — So a da passa ’o tieiupo io un modo.

Beatrice — Ma comme l’hanno fatto vescovo.