Paggena:D. Giovanni d'Alverado con Pulcinella rivale d'uno spadaccino, Ganimede affettato, e duellista per necessità (1848).djvu/19

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Col. Embè cornine v od ite ,vuje. .Si ritira, f tvr^

• ria il duello come prima , indi Colombina, di nuovo d«i dentro , poi fuori- E u’dula vol*! Mo vengo. Mo vengo.'

Gio, si -ritira copie soprp. -, v , 4 . ,•

JLop. fiitìMt» Colombina,,; ' Col. P. Giovi, Jassaiecue vede no .cartoccio/ * ; Pai. Valicane- Col. Na finta cavala. fui. E non te ne yuò ire a bonor*. ,.,4 ■

Col. Oh j e comme site arraggiuso 1 Pe na co- sa dp niente . . , i,

Lop. fi» tirali Colombina. . c :

Col. Eccome ceà , mo mine ne ( vaqo. Si .ritira tornano di nuovo a duellare* S y

SCENA .ULTIMA. . ' V

Alfonso , Colombina con lumi t 1

Eleonora , è detti*. . \

AIJ- E così . . E così . ..Signori miei . . Che vede! , fop. Qual tradimento 1 ( <t jdlf* P«e contro uno d v > Gio. No, io solo ho conaJbi.Uuto con D. Lopea.v i Alf. D. .Giovanni . .. .

Pul. Signori miei , volile sapè ja verità \ vuje co chi roìtvevo combattere? a P Lopez* Lop. Con D. Giovanni.

Pul. E D. Giovanne dristo è isso ; io sò Ptt- lecenelia !o oriate sujp. 4lf, Come !

Eie. C.he seuto ! " f?òC. Oh marame;!

Gio. E bene, giacche il inio servitore mi ha aco • verto, si, sappiatelo pure, io sono D. Giovan- ni d’ Alveràdo, questi è Pulcinella il mio ser* vilore, da me fatto fingere la mia penosa per ispiare gli andamenti di D. Eleonora. s4lf. Ah D. Giovanni voi . .

Gio. Volete tornare al duello?

Lop. No D. Giovanni, se mi perdonate. .

Alf. Si , perdonarvi egli deve , l’avervi ucciso 00 fratello non fu che-uDa disgrazia. D. Gio- vanni voi sposate mia figlia , D. Lopez darV la mano a vostra sorella.

Gio. Ma come . se mia sorella non ti trova,,