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TESTING…

Carlo.
Oh Ciel! S’io niel credessi60

Amico mai, più di vergogna in volto
Avvamperia che d’ira.

Isabella.
Eppur sol’egli

Sente or di te pietà. Del Padre iniquo
Ei mi svelò fa trama.

Carlo.
Incauta, ahi troppo

Credula tu! Che festi? Ahi, perchè fede65
Prestasti a tal pietà? Se il ver ti disse
Di scellerato Rè peggior Ministro,
Ei t’ingannò col ver.

Isabella.

Ma il dir che giova?
Tu proverai di sua pietà non dubbj
Effetti or, sol che mi t’arrendi a’ preghi.70
Ei qui mi mena di nascosto; e i mezzi
Già di tua fuga appresta; io ve l’indussi:
Deh! fuggi; deh! non tarda; il Padre fuggi,


PAOLO FALCOLNIERI

A che sul tergo Amor sì forti vanni,
     Se poi gli batti così tardi e lenti,
     Ch’entrat’in questo cor non son possenti
     Di cavartene amor dopo tant’anni
5Mira quel Vecchio anticò a’ mostri danni
     Se batte i suoi, che non son mai presenti
     E tu Garzone, Arciero, e Dio consenti
     D’esser da men di lui, per darne affanni!
Dagli il tuo pigro omai, prendi il suo lieve,
     10E sia lunga la vita, e breve il male,
     Quant’è lungo ora il mal, la vita breve.
E se nol puoi, per l’onor tuo lo strale
     Tempra almeno in quel dolce, onde riceve
     Respiro un core, o metti giù quell’ale.