Paggena:Teatro - Ernesto Murolo.djvu/85

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Signorine



Donn Amalia Benvenuto — vedova dell’ integerrimo don Gaspare è del tipo di Matilde Siano, in * Addio mia Mia Napoli I1 Ha tirate su te due figliuole con Y ardente e vana speranza di maritarle. Ed all" uopo, apre da tempo il salotto 8 damascato 9 a quelle 9 periodiche 9 caratteristiche della mena borghesia napoletana. Spesso il chiudere un occhio su fidanzamenti officiosi di sua figlia Ida. la meno uggia, le cotta un po* di amarezza visto che il furbo giovinotto, assaporato qualche tenerezza, generoso anticipo della 9 »ignorina B sulle giuratissime e justae nuptiae, it squaglia.

Donn* Amalia — non ai rimprovera mai di non aver saputo cor* reggere l'indole della sua figliuola: proclama, invece, che: 9 Oggigiorno, gli uomini, una signorina per bene vanno asciando solo la dota !9 Volendo lignificare — nella sua caratteriatica e speciale forma di linguaggio — (frase, questa, ad esempio, con due soggetti e con una voce di verbo 9 asciando9. cercando, italianizzazione del dialettale 9ascianno9) — che oggidì ||i maini, anche se s*imbattono in una signorina a modot non chiedono die la dote.

Le Mie due figliuole: Ida — la borghesuccia leggiera, affettuosa, disposta alle tenerezze, alle intimità; eternamente alla ricerca di un fidanzato, al quale, nella speranza di farne un marito, concede tempre troppo.

Immacolatina — è, viceversa, astuta, intelligente, calcolatrice, massaia, la quale non sogna meno un fidanzato, ma ha cura di sceglierlo non fra i soliti farfalloni; e, adescatolo, di non concedergli che la punta delle dita,

Sisina — è un’amica di casa, borghesuccia isterica, vittima d’immaginarie illusioni, sempre pronta a crearsene altre.