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Paggena:L'Eneide di Virgilio Marone trasportata in ottava rima napoletana.pdf/11

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intiera la nostra Città? Amò egli quel gran Poeta la dotta, e bella Napoli, per maniera, che frà mille, e mille la scelse per seconda sua Patria: da quest’aure trasse tutto il buono, tutto il bello della sua Musa: nè sapea nominarla, che con bocca tutta di mele, quando disse:

Illo Virgilium me tempore dulcis habebat.
Parthenope.

E qui finalmente, per ultima, et eterna testimonianza dell’amor suo, volle che dimorassero le sue ceneri: ond’è, che l’età doppo lui, e l’altre, che poi seguirono di comun consenso stimarono, dovergli dare il soprannome di Parteniata, cioè a dire Napoletano. Dunque quest’Opera anzi da se, che con l’ajuto altrui, se ne vola nelle vostre mani a fine di seguire il genio,e sodisfare alle brame del suo primo Autore: ne potea fare altrimenti

senza mostrarsi nemica di se me-

de-
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